Luca
Biografia
Luca Incatasciato è nato a Melilli, un piccolo paese nella provincia di Siracusa, in Sicilia. Le origini sono umili: suo padre operaio, sua madre operaia. Eppure lui ricorda l'infanzia come una stagione piena. Negli anni Ottanta, due genitori lavoratori con una casa popolare e tremila metri di terra da coltivare erano, a modo loro, benestanti. Suo padre lavorò quella terra per quasi dieci anni finché non divenne bellissima — "si sentiva il profumo della serietà," dice Luca, "del duro lavoro."
I suoi genitori gli hanno insegnato una sola cosa fondamentale: le cose si guadagnano, e a volte bisogna rinunciare. Se lo ricorda bene, quel giorno al matrimonio del fratello di un amico. Non aveva i vestiti giusti. Niente di griffato, niente di adeguato. Era triste, sapeva di non essere all'altezza degli altri. Ma al negozio di famiglia — dove il padre e la madre erano clienti stimati e il negoziante aveva messo a disposizione tutto il negozio — Luca scelse una cravatta con i disegni di Paperone. Aveva capito che avrebbe fatto la sua figura lo stesso.
Era bravo a scuola. Così bravo che al primo anno delle medie volle essere bocciato apposta, pur di restare con il suo amico Roberto. Finirono le medie insieme. Veniva da una scuola di suore a Priolo Gargallo, abituato a studiare tanto — quando cambiò istituto a metà della terza elementare, era come se fosse già alla quinta. Scaldava il banco, dice lui con un sorriso.
Un signore del paese di Floridia ripeteva sempre a suo figlio, indicando Luca: "Questo bambino, quanta strada farà." Il figlio di quell'uomo glielo ha ricordato per anni.
Luca ha vissuto intensamente — ha viaggiato, ha sofferto, ha girato l'Italia. Ma vedendolo non lo diresti mai. Forse è per come è cresciuto.
Non sa disegnare, dice. Oppure: non sapeva. Ricorda la prima volta che ci provò, tornando da scuola media, solo in casa. Voleva riprodurre Holly, il protagonista del cartone animato Holly e Benji. Fu molto soddisfatto. E poi dimenticò.
Anni dopo, seduto a un tavolo del ristorante Angioletti a Roma, si ritrovò a pensare a quel pomeriggio lontano. Prese un foglio. Una penna. Un tratto, poi un altro, poi un cuore. E capì che poteva fare cose belle.
La storia sta lì.

Dichiarazione dell'artista
Luca
Io abito dove posso vedere le stelle. Nella vita risolvo i problemi e vi assicuro che ce ne sono tanti. A volte li sento così addosso a me che sento il bisogno di affrontarli uno ad uno e dirgliene due in faccia. In quei momenti il dolore, la difficoltà mi pervade e io devo scacciarla con tutta la forza e la voce che ho in me. Non mi fermo fin quando l'equilibrio non è tornato.
Tra un problema e l'altro dipingo, ormai sempre più frequentemente e nonostante tutti i problemi che vedo, assorbo, ascolto, l'unica cosa che mi viene da disegnare sono i cuori, in ogni forma, distanza, consistenza. Il colore mi penetra nelle dita e, a volte, continuo con quelle per dar più sostanza al disegno.
Anni fa ho fatto una scelta radicale, quella di non avere una casa, ma non perché non potessi permettermela ma perché la ricerca era più importante. Ho toccato così profondamente me stesso e il mondo che non mi accontento di un perimetro in calcestruzzo con dentro qualche decina di persone che risolvono problemi nelle loro mura.
Fuori, al di là di ogni confine io sono lì e accolgo tutto. Di solito abitare vuol dire mettere dei confini, io, invece, li sradico, li condanno, li boicotto. Ogni giorno che vivo oltrepasso il confine di me stesso che si coniuga sempre di più a quello delle altre vite.
Io sono l'altro, io abito lì dove l'altro risiede e non conosco confini, giudizi, limiti. Lo abito, e il mio unico confine sono le stelle.
Note del curatore
Giuseppe Ussani d'Escobar — Curatore
"Arriva Luca con i suoi Cuori al DoubleTree by Hilton Rome Monti, nel giorno di San Valentino degli innamorati che da sempre festeggiano questa ricorrenza. I Cuori di Luca sono leggeri e nelle sue tele fluttuano privi di gravità, il soffio dello spirito libero e innamorato li sospinge nell'aria, in uno stato di sublime elevazione."
"Il Cuore di Luca vive di slanci, non vi sono reti ad accoglierlo, esso appartiene a tutti, è il cuore errante, pellegrino, che conosce le dinamiche della strada con le sue difficoltà, con le sue rinunce, ma anche con le sue estasi di bellezza e d'amore nel contemplare una Roma monumentale e autentica. Luca è Roma che scompare e i suoi cuori sono un'eruzione di colori, in fondo egli viene dalla Sicilia, da una cittadina ai piedi dell'Etna."
